Adottare bambini polacchi in Italia

Percorso Standard

Il percorso adottivo, pur essendo soggetto a numerose ed imprevedibili variazioni, prevede alcune fasi standard di seguito riassunte.
Una volta che la Coppia ha preso visione dei materiali informativi consultabili sul sito internet o contattando direttamente l’Ente, può fissare un incontro informativo gratuito (di gruppo o individuale, di persona o via skype) per approfondire le norme del diritto di famiglia polacco che regolano la sfera delle adozioni, per meglio comprendere la condizione dell’infanzia abbandonata in Polonia, il caso specifico della coppia e qualsiasi altro aspetto d’interesse.
Se la coppia è intenzionata al conferimento del mandato, deve previamente sostenere un incontro a pagamento di 125 euro con il personale psico-sociale dell’Ente al fine di approfondire le caratteristiche, le aspettative e i desideri della coppia, la tipologia dei problemi sanitari, i motivi di privazione della patria potestà delle famiglie di origine, la tipologia delle istituzioni di tutela dell’infanzia in Polonia e le metodologie didattiche applicate negli istituti. Tale incontro è conditio sine qua non al conferimento d’incarico.
Dopo il conferimento del mandato, la Coppia inizia a preparare la documentazione richiesta che, una volta consegnata all’Ente, verrà controllata, tradotta ed infine inviata presso l’ufficio di Varsavia.
Inizia il periodo dell’attesa: la coppia deve aspettare che l’Ente si faccia vivo con la proposta di un bambino.
Quando l’Ente, che riceve periodiche segnalazioni di bambini adottabili da parte dei Centri di Adozione polacchi, individua un potenziale abbinamento che rispetti il diritto del bambino alla famiglia ed il desiderio genitoriale della Coppia, si attiva al fine di ottenere il consenso ad approfondire le informazioni sul minore indicato dalle Autorità polacche e verificarne la qualifica all’adozione internazionale.
Se l’esito del controllo è positivo, l’Ente contatta immediatamente la Coppia e invia tutta la documentazione in possesso (che di solito, ma non sempre, è composta da: scheda informativa, relazione psico-sociale, approfondimento dell’Ente, foto, etc). Nell’arco di pochi giorni la Coppia deve decidere se intende o meno andare a conoscere il bambino. In caso di dubbi i Coniugi possono contattare l’Ente e chiedere, se consentito dagli organi polacchi, ulteriori approfondimenti.
In caso di rifiuto della proposta, la Coppia deve motivare per iscritto le ragioni del diniego e tornare ad attendere una nuova proposta; in caso di accettazione, l’Ente ne dà comunicazione al Centro Cattolico di Adozione depositando ufficialmente la candidatura dei Coniugi, affinché valuti la bontà dell’abbinamento. In caso di valutazione positiva, si devono attendere le autorizzazioni al proseguimento della procedura adottiva degli Organi Centrali di entrambi i Paesi. Solo allora la Coppia potrà partire per il primo viaggio in Polonia.

Primo Viaggio in Polonia


Il viaggio dura circa 3/4 giorni: l’obiettivo è incontrare il bambino e decidere se proseguire o meno il percorso adottivo.
Durante questo primo viaggio la Coppia, insieme al referente dell’Ente e ad un interprete, si reca al Centro di Adozioni per incontrare il direttore dell’Istituto, il personale psico-pedagogico e il tutore legale del minore che forniranno alla Coppia tutte le informazioni di cui dispongono. Dopodiché la Coppia si reca presso il luogo di residenza del bambino (istituto, casa famiglia, famiglia supplente). La Coppia trascorre il resto del soggiorno insieme al bambino, sempre supportati dal referente e dall’interprete. L’andamento dell’incontro è oggetto di due valutazioni: quella degli Organi polacchi e quello della Coppia.
Una volta rientrata in Italia, la Coppia deve comunicare all’Ente se intende o meno proseguire con la procedura di adozione. In caso di rifiuto la Coppia deve comunicare le proprie ragioni per iscritto ed attendere una nuova proposta; in caso affermativo il legale dei Coniugi deposita l’istanza di adozione presso il Tribunale Rionale straniero di competenza.
Segue un periodo dalla durata imprecisa in cui sia l’Ente sia la Coppia attendono che il Tribunale indichi i termini della convivenza preadottiva e della sentenza di adozione.
Non appena l’Ente riceve tali informazioni, le comunica immediatamente alla Coppia al fine di organizzare nel migliore dei modi il secondo viaggio in Polonia.

Secondo Viaggio in Polonia


Il secondo viaggio in Polonia della Coppia è volto alla realizzazione dell’adozione vera e propria e dura, seppur con notevoli variazioni, circa 40/55 giorni.
La Coppia deve arrivare nel luogo di residenza del bambino 2/3 giorni prima dell’udienza di pre-adozione a cui presenzierà assistita dal referente/legale dell’Ente e da un interprete giurato. In questa sede il bambino viene ufficialmente affidato alla Coppia.
Ha inizio così la convivenza pre-adottiva che si svolge in idonea abitazione indicata dall’Ente nella località stabilita dal Tribunale. Durante questo periodo il nuovo nucleo familiare riceve alcune visite da parte degli operatori del Centro di Adozione incaricati alla supervisione che al termine redigeranno una propria relazione. In alcuni casi il Tribunale può anche prevedere degli accertamenti psicologici da eseguire nel Centro Diagnostico presso il Tribunale Distrettuale.
Al termine del periodo di convivenza ha luogo l’udienza di adozione durante il quale il Giudice, verificata un’ultima volta l’intenzione della Coppia di procedere con l’adozione e dopo riesame della documentazione, emana hic et nunc la sentenza di adozione che passa in giudicato dopo 2/3 settimane.
Dopo il passaggio in giudicato delle sentenza, il referente richiede, con delega della Coppia, il codice fiscale ed il passaporto del bambino all’Ufficio del Voivodato di residenza del minore e raccoglie e legalizza tutti i suoi documenti. Una volta tradotta, l’intera documentazione viene inviata all’ufficio di Torino che si occuperà della preparazione e dell’invio alla CAI della richiesta di autorizzazione all’ingresso in Italia del minore. La CAI si riserva 2 giorni lavorativi per rilasciare tale documento. Una volta che la Famiglia è in possesso del passaporto del bambino e dell’autorizzazione all’ingresso può rientrare in Italia.

Rientro in Italia


Al rientro in Italia la Famiglia deve presentare la richiesta del decreto di trascrizione della sentenza di adozione presso il Tribunale per i Minorenni di competenza. Una volta ottenuto il decreto di trascrizione deve inviarne una copia all’Ente che provvederà a tradurlo e, a sua volta, ad inviarne copia al Consolato Generale polacco in Italia e al Centro di Adozione polacco.
Nell’arco di circa un anno dal rientro in Italia della Famiglia, l’Ente deve elaborare un dossier finale da depositare presso gli Organi Polacchi composto da: relazione post-adottiva (risultato degli incontri sostenuti con un professionista dell’Ente), relazione dei Coniugi sull’intero percorso adottivo, relazione dei Servizi Sociali sul primo periodo di inserimento del minore in Famiglia, decreto di trascrizione e alcune fotografie. Il dossier viene depositato al Centro di Adozione, al Centro di Adozione territorialmente competente ed al Tribunale Rionale che ha emesso la sentenza di adozione. Oltre a ciò l’Ente è tenuto ad inviare alle Autorità Polacche una relazione post-adottiva all’anno per i primi tre anni, dopodiché una ogni tre anni fino al compimento della maggiore età del minore adottato.
Si sottolinea che l’abbinamento, il primo incontro, lo svolgimento delle procedure amministrative e giudiziarie in Polonia, l’intero soggiorno di convivenza pre e post adottiva nonché il completamento della documentazione per l’ottenimento dell’autorizzazione della CAI all’ingresso del minore in Italia, si svolgono secondo le leggi polacche alle quali sia i Coniugi sia l’Ente devono sottostare in modo incondizionato.

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