Caratteristiche dei bambini adottabili in polonia

I bambini abbandonati in Polonia nella maggior parte dei casi sono bambini allontanati dai genitori biologici a causa di gravi problemi socio-familiari, soprattutto legati all'abuso e dipendenza da alcol.
Come ben noto, l'alcolismo è una patologia che coinvolge tutto il sistema familiare, anche allargato, per cui nei nuclei affetti da questo tipo di disturbo raramente vi sono risorse sufficienti volte a proteggere i bambini e soddisfare i loro bisogni evolutivi.
A queste famiglie spesso manca la capacità di percepire e riconoscere i bisogni più fondamentali dei figli: fissa dimora, adeguata alimentazione, prevenzione e cura delle malattie, etc.
Laddove la patologia si manifesta in forme più gravi, all'interno delle famiglie sono anche presenti atteggiamenti aggressivi, non di rado violenze psicologiche, fisiche e sessuali, di cui i bambini sono testimoni ed, a volte, vittime.
In tale contesto familiare i bambini non hanno nessuna possibilità di instaurare una relazione di reciprocità, basata su sicurezza, affetto e dedizione da parte dei genitori.
Al contrario, sin dalla nascita imparano che il mondo è pericoloso ed ostile. Non vengono accompagnati né incoraggiati nei primi tentativi di espressione dei loro stati interni e di esplorazione del mondo.
Di conseguenza il loro sviluppo, in tutte le sfere, viene inibito, a volte persino arrestato, per cui diventa impossibile valutare adeguatamente il loro potenziale evolutivo. Nel momento in cui si legge la documentazione di un bambino proposto in adozione è necessario averlo sempre ben presente.
Alla luce di quanto sopra, nelle schede dei bambini più piccoli è quasi una norma trovare informazioni legate ai ritardi evolutivi. Qui occorre sottolineare il fatto che i ritardi evolutivi non sono equivalenti ai ritardi mentali. I primi riguardano semplicemente un discostamento dalla media, calcolata su un campione di coetanei, dei risultati ottenuti in determinate prove previste per l'età anagrafica. Il campione di solito è composto da bambini accompagnati e stimolati adeguatamente.
I bambini abbandonati hanno quasi sempre ritardi del linguaggio, difficoltà relative alla sfera visuo-motoria, problemi di attenzione, etc. Queste e tante altre competenze non sono mai state sviluppate né consolidate nel momento evolutivo più opportuno, nella primissima infanzia, per cui possono temporaneamente risultare più carenti. Il ritardo mentale, invece, è una disabilità intellettiva che compromette in maniera persistente il funzionamento cognitivo di una persona.
In quasi tutte le schede dei bambini polacchi in stato d'abbandono è possibile trovare una diagnosi o almeno un sospetto di sindrome alcolica fetale (FAS). Questo deriva dal fatto che la maggior parte delle madri di questi bambini abusa di alcol, anche durante la gravidanza.
L'alcol è una sostanza molto tossica per il feto e può danneggiare in modo irreversibile gli organi interni e il sistema nervoso centrale del bambino.
Occorre tuttavia specificare che eventuali danni non hanno sempre la stessa gravità e non in tutti i casi portano alla compromissione del funzionamento cognitivo, emotivo e relazionale del bambino. Più il bambino è piccolo più risulta difficile effettuare una soddisfacente prognosi dello sviluppo in relazione ad eventuali danni neurologici. L'Ente tuttavia si assume la responsabilità di presentare alla coppia tutte le informazioni necessarie per poter valutare la situazione psico-sanitaria del bambino a rischio FAS.
Parlando delle problematiche dei bambini non possiamo dimenticare la sfera emotivo-relazione. Tale aspetto viene spesso banalizzato, ma è fonte di difficoltà nell'inserimento del minore. Traumi legati a violenza, abbandono, trascuratezze e istituzionalizzazione lasciano segni molto profondi nella struttura di personalità di ogni bambino. Il disagio psicologico nei bambini può manifestarsi in modo molto intenso, soprattutto quando vengono sollecitate ansie e angosce arcaiche, riguardanti il mancato senso di sicurezza. Alcuni bambini a causa di questi vissuti possono presentare sintomi simili a veri e propri disturbi (reazioni aggressive, comportamenti ribelli e provocatori, atteggiamenti regressivi) e spesso erroneamente diagnosticati come malati psichiatrici. In tutti i casi occorre analizzare molto attentamente la documentazione del bambino, la sua storia e le condizioni ambientali attuali per meglio comprendere le eventuali fonti di disagio e le possibili modalità di recupero.
Un'altra questione importante è l'età dei bambini adottivi. Contrariamente a quanto si pensa, la tenera età del bambino al momento dell'adozione non sempre garantisce un inserimento familiare più sereno. Tutto dipende dalla storia del bambino, soprattutto dalle sue prime esperienze relazionali.
Un bambino che non ha mai avuto la possibilità di entrare in relazione con una persona adulta di riferimento, presente e attenta ai suoi bisogni, può sviluppare inadeguati schemi di interazione con gli altri. Questi schemi a volte non possono essere corretti e ostacolano o persino impediscono completamente al bambino di instaurare un legame con la famiglia adottiva.
D'altra parte ci sono bambini più grandicelli che nonostante la durata maggiore del soggiorno in istituto o in una casa famiglia, avendo una base di personalità più solida e più strutturata, sono in grado di rispondere più adeguatamente alle possibilità che offre una famiglia adottiva.
Inoltre bisogna considerare che i traumi più difficili da elaborare sono quelli più precoci, quelli subiti nel periodo in cui non era ancora sviluppato il linguaggio. Nel caso dei bambini più grandi, che hanno tanti ricordi verbalizzabili riguardanti la famiglia d'origine, questa elaborazione risulta decisamente più facile.
Per questo motivo La Cicogna propone alle coppie più mature abbinamenti anche con bambini in età tra 6 e 12 anni che si concludono con delle adozioni molto ben riuscite.
Siamo consapevoli del fatto che la maggior parte delle coppie arrivi all'adozione con l'idea di accogliere un bambino piccolo e rispettiamo sempre questo desiderio. Allo stesso tempo però dobbiamo aiutare le coppie a confrontarsi con la realtà adottiva e fornire loro altri punti di vista.
Spieghiamo, ad esempio, il diritto di ogni bambino di essere tutelato e accompagnato per più tempo possibile dalla sua famiglia adottiva.
Non basta essere presenti soltanto nei primi anni, ma bisognerà anche mostrarsi forti, pazienti e attenti quando arriverà per loro l'adolescenza e l'età adulta. I bambini che hanno vissuto l'abbandono sono più fragili degli altri e con questa fragilità entreranno nella società: avranno bisogno di una guida e di supporto, soprattutto nel momento di passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, dalla vita in famiglia alla vita autonoma, dalla vita da single alla vita di coppia. Necessiteranno appoggio quando loro stessi diventeranno genitori perché questo grande evento potrebbe sollecitare aspetti più dolorosi e creare dentro di loro una grande confusione.
Sono argomenti spesso trascurati nel percorso adottivo che invece secondo noi devono essere sollevati sin dall'inizio.
Le problematiche relative all'adozione internazionale non si limitano all'inserimento scolastico (argomento usato di frequente dalle coppie aspiranti all'adozione) oppure al solo fatto che il bambino debba essere sottoposto il prima possibile all'educazione dei genitori adottivi. Le problematiche più diffuse e più serie vanno ben oltre queste difficoltà apparenti.
La Cicogna invita le coppie a riflettere sull'adozione in una prospettiva molto più ampia, prendendo in considerazione non solo le sue aspettative, ma soprattutto le sue risorse e punti di fragilità. Durante l'incontro di approfondimento con la psicologa si valutano insieme le caratteristiche dei coniugi e si comincia ad ipotizzare come potrebbe essere composta questa nuova famiglia. Per noi è assolutamente chiaro che non basta desiderare un bambino per poter affrontare ogni difficoltà legata alla genitorialità adottiva.
Non è vero che l'abbandono, l'esposizione al rischio sanitario durante la vita fetale, le violenze, gli abusi influenzano nello stesso modo il funzionamento di ogni bambino. Esso dipende anche dalle dinamiche inconsce nella relazione tra genitori e bambini adottivi, dinamiche che possono essere sollecitate dalla storia e dalle ferite di ciascun coniuge.
L'Ente si sente quindi in dovere di indagare il livello di preparazione della coppia anche sotto questa luce per poterla sostenere al meglio di fronte ad una concreta proposta di abbinamento.

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