Statuto

Art. 1 Costituzione e sede


E' costituita l'Associazione denominata “LA CICOGNA ONLUS - Impresa Sociale”, siglabile “LA CICOGNA ONLUS – IS”.
L'associazione ha sede in Torino (TO), via Caraglio numero 24.

Art. 2 Durata dell'Associazione


L'Associazione si intende costituita con durata a tempo indeterminato.

Art. 3 Scopi e oggetti dell'Associazione


L'Associazione non ha fine di lucro e destina gli utili e gli avanzi di gestione allo svolgimento delle attività statutarie o ad incremento del patrimonio.
A tal fine è vietata la distribuzione di utili e/o di avanzi di gestione, sotto qualsiasi forma, anche indiretta, compresi fondi e riserve, in favore di amministratori, soci, lavoratori e collaboratori. Si considera distribuzione indiretta di utili:
  • la corresponsione agli amministratori di compensi superiori a quelli previsti nelle imprese che operano nei medesimi o analoghi settori e condizioni, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche competenze, ed in ogni caso con un incremento massimo del venti per cento;
  • la corresponsione ai lavoratori subordinati o autonomi di retribuzioni o compensi superiori a quelli previsti dai contratti o accordi collettivi per le medesime qualifiche, salvo comprovate esigenze attinenti alla necessità di acquisire specifiche professionalità;
  • la remunerazione degli strumenti finanziari diversi dalle azioni o quote, a soggetti diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari autorizzati, superiori di cinque punti percentuali al tasso ufficiale di riferimento.
Le attività di cui sopra devono essere esercitate dall'Associazione in via stabile e principale.
Per attività principale ai sensi dell'articolo 1, comma 1, D.Lgs 155/2006 si intende quella per la quale i relativi ricavi sono superiori al settanta per cento dei ricavi complessivi dell'organizzazione che esercita l'impresa sociale.
Fermo restando il rispetto del predetto limite, l'Associazione potrà svolgere anche attività direttamente connesse e accessorie a quelle istituzionali e potrà garantire la sua collaborazione ad altri soggetti per la realizzazione di iniziative che rientrano nei propri scopi.

Oggetto dell'Associazione


L'Associazione svolge assistenza sociale ai sensi della Legge dell'8 novembre 2000 n. 328 recante “legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.
Nello specifico:
  • Ha lo scopo di supportare i futuri genitori adottivi in tutte le fasi del percorso dell'adozione internazionale in piena collaborazione con le équipe psico-sociali presso le competenti unità dell'ASL e con i Tribunali per i minorenni sull'intero territorio italiano; il tutto in conformità alla Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, alla Legge 184/1983, così come modificata dalla Legge 476/1998 e dalla Legge 149/2001 (diritto del minore ad una famiglia) ed alla delibera della Commissione per le Adozioni Internazionali n. 13/2008/SG del 28 ottobre 2008 ed in particolare agli articoli 15 e 18 di quest'ultima.
  • Ha lo scopo di collaborare in forma integrata con i servizi territoriali italiani per far fronte agli impegni sottoscritti dall'Italia riguardanti il periodo post-adottivo per la durata di non meno di un anno.
  • Promuove azioni di sussidiarietà a favore di enti, famiglie e minori.

Art. 4 Patrimonio dell'Associazione


Il patrimonio dell'Associazione è costituito:
  • Da contributi degli aderenti.
  • Da donazioni, lasciti, oblazioni ed erogazioni liberali di privati.
  • Da contributi dello Stato, di enti ed istituzioni pubbliche e private finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti.
  • Da rimborsi derivati da convenzioni.
  • Da entrate derivanti da attività di Impresa Sociale.
  • Da entrate derivanti da attività commerciali e produttive non prevalenti.

Art. 5 Entrate dell'Associazione


Le entrate dell'Associazione sono costituite:
  • Dalla quota di iscrizione da versarsi all'atto dell'ammissione all'Associazione nella misura fissata dall'Assemblea ordinaria.
  • Dai contributi annui ordinari da stabilirsi annualmente dall'Assemblea ordinaria su proposta del Consiglio Direttivo.
  • Da eventuali contributi straordinari deliberati dall'Assemblea in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibilità eccedenti quelle del bilancio ordinario.
  • Da versamenti volontari degli associati.
  • Da conferimenti e donazioni di beni mobili e immobili, contributi, eredità, legati, lasciti, liberalità ed introiti di qualsiasi genere, osservate le disposizioni di legge in materia.
  • Dai proventi delle attività istituzionali e dai proventi dell'attività economica svolta.

Art. 6 Destinazione degli utili, dei fondi, delle riserve e del capitale


L'Associazione destina gli utili e gli avanzi di gestione allo svolgimento dell'attività statutaria o a incremento del patrimonio.
A tale fine è vietata la distribuzione, anche in forma indiretta, di utili e avanzi di gestione, comunque denominati, nonché fondi e riserve in favore di amministratori, soci, partecipanti, lavoratori o collaboratori.

Art. 7 Requisiti dei soci


Possono essere soci dell'Associazione cittadini italiani o stranieri residenti nell'Unione Europea, senza alcuna distinzione di sesso, razza, idee e religione che condividano le finalità e i principi statutari dell'Associazione ed abbiano un'adeguata capacità tecnica, giuridica, amministrativa, opportunamente comprovata, necessaria allo svolgimento dello scopo sociale.
L'elenco dei soci dell'Associazione è tenuto costantemente aggiornato dal segretario in un apposito registro, sempre disponibile per la consultazione da parte dei soci.

Art. 8 Ammissione e diritti dei soci


L'ammissione dei soci è libera ed è deliberata dal Consiglio Direttivo secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo spirito dell'attività svolta dall'Associazione.
La domanda di ammissione deve contenere l'impegno ad osservare il presente statuto, l'eventuale regolamento interno e le disposizioni del Consiglio Direttivo e dell'Assemblea.
La deliberazione di ammissione deve essere comunicata all'interessato e annotata, a cura degli amministratori, sul libro dei soci.
Il Consiglio Direttivo deve, entro sessanta giorni, motivare la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dal Consiglio Direttivo, chi l'ha proposta può, entro il termine di decadenza di sessanta giorni alla comunicazione del diniego, chiedere che sull'istanza si pronunci l'Assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione.
Le iscrizioni decorrono dalla data in cui la domanda è accolta.
L'adesione all'Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo fermo restando, in ogni caso, il diritto di recesso e garantisce all'associato il diritto di voto all'Assemblea ordinaria e straordinaria e il diritto a proporsi quale candidato all'elezione degli organi sociali.

Art. 9 Categorie di soci


L'Associazione è costituita dalle seguenti categorie di soci:
  • onorari;
  • benemeriti;
  • ordinari
Sono soci onorari coloro che abbiano particolari benemerenze, e in particolare coloro che in passato abbiano ricoperto cariche, in modo onorevole, in seno al Consiglio Direttivo.
Sono nominati in via permanente dall'Assemblea su proposta del Consiglio.
Sono soci benemeriti coloro che, con la loro munificenza, hanno contribuito all'affermazione dell'Associazione. Vengono nominati dal Consiglio Direttivo con validità annuale.
Sono soci ordinari coloro che pagano la quota di ammissione e la quota annuale stabilita dall'Assemblea dei soci, nei termini e con la modalità fissata dal Consiglio Direttivo.
La suddivisione degli aderenti nelle suddette categorie non implica alcuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti e doveri nei confronti dell'Associazione.

Art. 10 Sanzioni disciplinari


Il socio che non osservi lo statuto, l'eventuale regolamento e le disposizioni emanate dal Consiglio Direttivo nell'ambito dei suoi poteri, si rende passibile delle seguenti infrazioni disciplinari inflitte dal Consiglio Direttivo qualora arrechi danno con il suo comportamento al buon nome dell'Associazione:
  • richiamo scritto per le infrazioni disciplinari lievi;
  • sospensione dell'esercizio dei diritti di socio;
  • esclusione.
Contro le decisioni del Consiglio Direttivo in materia disciplinare è ammesso ricorso all'Assemblea dei soci.
In tale eventualità l'efficacia dei provvedimenti di cui sopra è sospesa fino alla pronuncia dell'Assemblea.
Il ricorso dovrà essere presentato con le motivazioni entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento all'interessato.
L'Assemblea delibera sul ricorso, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione.

Art. 11 Perdita della qualifica di socio


La qualifica di socio può venire meno per i seguenti motivi:
  • recesso volontario;
  • morosità nel versamento della quota associativa annuale;
  • esclusione;
  • decesso.

Art. 12 Organi dell'Associazione


Gli organi dell'Associazione sono:
  • l'Assemblea generale dei soci;
  • il Consiglio Direttivo;
  • l'Organo di controllo.
L'elezione degli organi dell'Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all'elettorato attivo e passivo.
I membri degli organi dell'Associazione che dovessero incorrere in una delle sanzioni disciplinari previste nel presente statuto, divenuta definitiva in seguito alla pronuncia dei soci, decadono automaticamente dall'incarico ricoperto.

Art.13 Partecipazione all'Assemblea


L'Assemblea determina gli orientamenti generali dell'Associazione e prende le decisioni fondamentali di indirizzo cui devono attenersi tutti gli organi sociali.
Hanno diritto di partecipare all'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, tutti gli aderenti all'Associazione in regola con il pagamento delle quote annuali.
L'Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno due volte all'anno entro il mese di novembre per l'approvazione del bilancio preventivo e entro quattro mesi dalla chiusura dell'esercizio sociale.
L'Assemblea può inoltre essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:
  • per decisione del Consiglio Direttivo;
  • su richiesta indirizzata al presidente da almeno un terzo dei soci.
La convocazione è effettuata dal Consiglio Direttivo con convocazione inviata almeno sette giorni prima della riunione mediante lettera raccomandata, anche a mano, telegramma, fax o e-mail con conferma di recapito, con l'indicazione dell'ordine del giorno da trattare.
In caso di inerzia del Consiglio Direttivo protratta per trenta giorni, la convocazione potrà essere indetta dal sindaco.

Art.14 Costituzione e deliberazioni dell'Assemblea


L'Assemblea in sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della maggioranza dei soci. In seconda convocazione essa è validamente costituita qualunque sia la presenza dei soci.
L'Assemblea è presieduta dal presidente dell'Associazione o, in caso di sua assenza, dal vicepresidente, e, qualora fosse necessario, da persona designata dall'Assemblea.
I verbali delle riunioni dell'Assemblea sono redatti dal segretario in carica o, in sua assenza, e per quella sola Assemblea, da persona scelta dal presidente dell'Assemblea fra i presenti. Il verbale dell'Assemblea sarà inserito nell'apposito libro sociale.
L'Assemblea ordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza dei voti espressi. L'Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con la maggioranza di almeno i due terzi dei voti espressi.
Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione è necessario il voto favorevole di almeno i tre quarti degli aventi diritto.

Art. 15 Compiti dell' Assemblea


All'Assemblea in sede ordinaria spettano i seguenti compiti:
  • discutere e deliberare sul bilancio consuntivo, sul bilancio sociale e sul bilancio preventivo;
  • eleggere i membri del Consiglio Direttivo e dell'Organo di controllo;
  • fissare, su proposta del Consiglio Direttivo, le quote di ammissione e i contributi associativi, nonché la penale per i ritardati versamenti;
  • approvare l'eventuale regolamento interno predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • discutere e deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario e di interesse generale posto all'ordine del giorno.
In sede straordinaria:
  • deliberare sulla trasformazione, fusione e scioglimento dell'Associazione;
  • deliberare sulle proposte di modifica dello statuto;
  • deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario e di interesse generale posto all'ordine del giorno.
E' facoltà dei soci proporre argomenti da porre all'ordine del giorno dell'Assemblea purché la relativa richiesta sia sottoscritta da almeno un terzo dei soci.

Art. 16 Composizione del Consiglio Direttivo


Al Consiglio Direttivo spetta l'amministrazione dell'Associazione.
Il Consiglio Direttivo è composto di un numero di membri variabile da tre a cinque secondo la determinazione dell'Assemblea.
Il Consiglio Direttivo dura in carica per un periodo di tre esercizi e al termine del mandato i consiglieri possono essere rieletti.
L'assunzione della carica di consigliere è subordinata al possesso dei seguenti requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza:
  • accertata esperienza nelle attività della società impresa sociale;
  • mancanza di esercizio di altre attività in conflitto di interessi.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il presidente, il o i vicepresidenti, il segretario e il tesoriere.
Se nel corso dell'esercizio vengono a mancare uno o più consiglieri, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Sindaco in carica (se nominato), purché la maggioranza sia sempre costituita da consiglieri nominati dall'Assemblea. Gli amministratori così nominati restano incarica fino alla successiva Assemblea.
Qualora venga meno la maggioranza dei consiglieri nominati dall'Assemblea, quelli rimasti in carica devono convocare l'Assemblea per la sostituzione degli amministratori mancanti.
I consiglieri successivamente nominati ai sensi dei due precedenti commi scadono insieme a quelli in carica all'atto della loro nomina.
Qualora vengano a cessare tutti i consiglieri, l'Assemblea per la nomina dell'intero Consiglio deve essere convocata d'urgenza dal Sindaco in carica (se nominato).

Art. 17 Poteri del Consiglio Direttivo


Il Consiglio Direttivo ha il compito di:
  • convocare l'Assemblea;
  • predisporre il programma annuale di attività da sottoporre all'Assemblea;
  • dare esecuzione alle delibere assembleari;
  • predisporre la relazione annuale sulle attività svolte e gli obbiettivi raggiunti da sottoporre all'Assemblea;
  • ratificare o respingere i provvedimenti d'urgenza adottati dal presidente;
  • deliberare su qualsiasi questione riguardante l'attività dell'Associazione per l'attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell'Assemblea;
  • predisporre il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo da sottoporre all'Assemblea;
  • redigere il bilancio sociale di cui all'art. 10, comma 2, D.Lgs 155/2006 da sottoporre all'Assemblea;
  • deliberare l'accettazione delle domande di ammissione di nuovi soci;
  • redigere l'eventuale regolamento interno;
  • irrogare le sanzioni disciplinari.

Art. 18 Funzionamento del Consiglio Direttivo


Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno ogni quattro mesi e comunque ogni qual volta il presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano due componenti.
Le riunioni del Consiglio Direttivo devono essere convocate dal presidente mediante comunicazione inviata almeno sette giorni prima della riunione mediante lettera raccomandata, anche a mano, telegramma, fax o e-mail con conferma di recapito, con l'indicazione dell'ordine del giorno da trattare.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono valide con la presenza di almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal presidente o, in sua assenza da un consigliere designato dai presenti.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza e in caso di parità di voti prevale il voto del presidente.

Art. 19 Esercizio sociale


L'esercizio sociale decorre dal 1° gennaio, si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

Art. 20 Bilancio sociale


L'Associazione dovrà, in ogni caso, tenere il libro giornale e il libro degli inventari, in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 2216 e 2217 del codice civile, nonché redigere e depositare presso il registro delle imprese un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale ed economica dell'impresa.
L'Associazione dovrà, inoltre, redigere e depositare presso il registro delle imprese il bilancio sociale, secondo le linee guida adottate con decreto dei Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita l'agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, in modo da rappresentare l'osservanza delle finalità sociali da parte dell'impresa sociale.

Art. 21 Sindaco


Il Sindaco è nominato dall'Assemblea, dura in carica tre anni, vigila sull'osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, sull'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile. Il Sindaco esercita anche compiti di monitoraggio dell'osservanza delle finalità sociali da parte dell'impresa.
Del monitoraggio deve essere data risultanza in sede di redazione del bilancio sociale.
ll Sindaco può in qualsiasi momento procedere ad atti di ispezione e di controllo; a tale fine, può chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento ai gruppi di imprese sociali, sull'andamento delle operazioni o su determinati affari.
Il controllo contabile è esercitato dal Sindaco, che deve essere iscritto all'albo dei revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia, nel caso in cui l'Associazione superi per due esercizi consecutivi due dei limiti indicati nel comma 1 dell'articolo 2435-bis del codice civile.

Art. 22 Modalità di coinvolgimento dei lavoratori e dei destinatari delle attività


I lavoratori devono essere coinvolti con le seguenti modalità:
  • partecipazione e condivisione delle finalità della Associazione con conseguente organizzazione del lavoro;
  • attraverso incontri periodici informativi e consultivi;
  • incontri periodici di verifica della qualità dei servizi prestati al fine di valutarne il gradimento e di migliorarne l'erogazione.
Il Consiglio Direttivo informa costantemente i lavoratori e i destinatari delle attività sociali e delle delibere degli organi sociali che incidano direttamente sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei beni e dei servizi prodotti o scambiati.
Eventuali richieste di chiarimenti o interventi in relazione agli argomenti di cui al punto precedente devono pervenire all'Organo amministrativo, il quale potrà indire apposite riunioni al fine di consultare lavoratori e destinati delle attività.

Art. 23 Scioglimento e liquidazione dell'Associazione


In caso di scioglimento dell'Associazione per qualunque causa, l'Assemblea dei soci procede alla nomina di uno o più liquidatori stabilendone i poteri.
Esaurita la liquidazione, il patrimonio che residua è devoluto ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni comitati, fondazioni ed enti ecclesiastici, tenuto conto delle indicazioni dell'Assemblea dei soci.
L'efficacia della devoluzione è subordinata all'autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentita l'Agenzia per il terzo settore, che si intende concessa decorsi novanta giorni dalla ricezione della notificazione.

Art. 24 Clausola conciliativa


Qualsiasi controversia che dovesse insorgere tra i soci, o tra i soci e l'Associazione, aventi ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, nonché qualsiasi controversia nei confronti di componenti del Consiglio Direttivo, sindaci e liquidatori o tra questi o da essi promossa, ivi comprese le controversie relative alla validità delle delibere Assembleari o aventi ad oggetto la qualità di socio, dovrà essere oggetto di un tentativo di conciliazione, secondo il Regolamento del Servizio di conciliazione amministrato da un Organismo riconosciuto ai sensi degli artt. 3 e ss. del D.M. 18012010; la sede della mediazione sarà Torino.
Le parti si impegnano a ricorrere alla conciliazione prima di iniziare qualsiasi procedimento giudiziale o arbitrale, su iniziativa della parte più diligente.
Qualora la controversia non fosse risolta entro il termine di 90 (novanta) giorni dal deposito dell'istanza di mediazione, essa sarà devoluta all'Autorità Giudiziaria del Foro di Torino.

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